Coast to Coast South

Il viaggio più grande nel profondo sud
along the mexican border, un viaggio lungo, polveroso, sorprendente ed emozionate. Affronteremo il profondo Sud, dentro la tradizione e le ferite sanguinanti della società’ americana….

Highlights del viaggio

21 Giorni / 20 Notti

Da Daytona Beach a Los Angeles

Florida, Alabama, Louisiana, Texas, New Mexico, Arizona, Nevada e California

  • Daytona Beach, la spiaggia, lo speedaway e le luci della città dei motori
  • La Florida dalle luci accecanti. La natura sorprendente e le spiagge magnifiche della Emerald Coast
  • Una grande esperienza di musica e colori nella città simbolo della music americana: New Orleans
  • Il Texas e le sue vastità, paesaggi rurali, città ricche e splendenti, i pueblos
  • San Antonio e Austin, le perle dell’innovazione e della stravaganza, nella tradizione più autentica americana
  • Pistole, cappelloni e stivali: le terre più autentiche dei cowboy
  • Il desolato e polveroso paesaggio del confine messicano
  • L’Arizona, Sedona e i canyon rossi: il classico e immancabile paesaggio del viaggio americano
  • Las Vegas e le sue luci mirabolanti
  • L’incontro con la mitica Route 66
  • La California: montagne aride, deserti, fertili vallate e la terra promessa
  • Il Pacifico, Los Angeles e Santa Monica: 4000 miglia dietro di noi

Coast to Coast South

Il viaggio più grande nel profondo sud along the mexican border, un viaggio lungo, polveroso, sorprendente ed emozionate. Affronteremo il profondo Sud, dentro la tradizione e le ferite sanguinanti della società’ americana. Città ricche di storia e colori che intervallano i grandi spazi di un’America rurale e pittoresca vista solo nei film e spesso dimenticate, dove il nulla regna e un sorriso è sempre concesso ai viaggiatori.
Nel mezzo i deserti e il silenzio: dopo le luci della Florida, l’allegria di New Orleans e gli sterminati allevamenti texani, sarai pronto e non vedrai l’ora di ascoltare questi posti.

New Orleans

New Orleans è il Jazz. Qui, questo genere musicale è nato, cresciuto e tutt’ora continua a risuonare per le strade, i locali e le piazze. Bourbon Street è la via principale del french quarter e nel suo nome evocativo racchiude tutta la storia della città, impregnata di note musicali, alcol, divertimento ma anche schiavitù, lavoro duro e sterminate piantagioni di cotone. New Orleans è una delle città più importanti dello Stato della Louisiana, con il suo scalo portuale sul Mississipi. New Orleans venne fondata nel Settecento da coloni francesi che la chiamarono così in onore di Filippo II di Orleans, principe di Francia. Si sono trovati anche resti che testimoniano la presenza dell’uomo già 10mila anni fa, ma sono davvero esigue le tracce per poterlo affermare con certezza. Sicuro, invece, è che per la posizione, New Orleans, divenne meta e centro della tratta degli schiavi africani e per secoli rimase un latente razzismo tra gli abitanti bianchi. Le pratiche di voodoo e la magia nera furono (e forse sono ancora oggi) i marchi di fabbrica di New Orleans, anche se questo volto della città viene spesso esagerato. Probabilmente è Mark Twain ad aver descritto al meglio l’anima di New Orleans attraverso le avventure delle “sue creature”: Huckleberry Finn, Jim e Tom Sawyer. New Orleans fu colpita nel 2006 da una delle catastrofi naturali più disastrose della storia degli Stati Uniti: l’uragano Katrina, che sommerse completamente la città provocando migliaia di morti e milioni di dollari di danni. Rimarranno nella memoria di molti le immagini degli sfollati nello Stadio Superdome. Poco alla volta la città ha però curato le sue ferite e anche chi aveva abbandonato la propria abitazione è ritornato. L’atmosfera festosa che caratterizza New Orleans è stata profondamente segnata da questo dramma, ma proprio perché la città ha voglia di rialzarsi, eventi storici e festosi come il Mardi Gras (carnevale unico nel suo genere che richiama migliaia di turisti da tutto il mondo) è diventato una sorta di “funerale jazz”, un rispettoso ricordare chi non c’è più, per cercare di sorridere di nuovo.

Il Texas

Il Texas è uno stato d’animo. Il Texas è un’ossessione. Ma soprattutto, il Texas è una nazione in ogni senso della parola”. Sono queste le parole usate dallo scrittore statunitense, premio Nobel per la letteratura nel 1962, John Steinbeck per descrivere lo Stato della “Stella Solitaria” (quella che appare sulla bandiera del Texas), la cui economia si è retta, per secoli, sulla forza lavoro degli schiavi neri impiegati nelle sterminate piantagioni di cotone. Ilcotone è, tuttora, uno dei simboli del Paese insieme al mimo, il volatile più diffuso da queste parti. Il suo motto è “Friendship” (Amicizia) e il suo stesso nome deriva da una parola che, nella lingua degli indiani Hasinai, significa “amici” o “alleati”. È lo stato più conservatore degli States e, qui, vi si trovano i simboli classici del vecchio Far West come il cowboy, i rodei, il poker e le grigliate. Eppure il Texas è molto di più di questo. Grande due volte l’Italia e attraversato da ben due fusi orari, confina con il Messico e la Louisiana. Il suo territorio è molto vario (va dalle grandi pianure centrali alle montagne della parte occidentale del Paese) e ricco di risorse naturali come il petrolio che ha ispirato la celebre serie televisiva Dallas. I turisti che arrivano in Texas si lasciano sedurre dall’atmosfera ispanica che si respira a San Antonio e a El Paso, dal folclore western di Forth Worth e dai suoi oltre 1500 km di highways. Quanto alle città, Dallas, Houston e San Antonio meritano indubbiamente una visita. Molto belle anche le spiagge che si affacciano per oltre 1000 chilometri sul Golfo del Messico.

Tombstone

Tombstone è stata fondata nel 1879 e in origine era famosa per le sue miniere d’argento ma ora attrae i turisti per il suo fascino western e per la sua atmosfera in pieno stile far west. Avete presente le scene degli omonimi film? Bene, l’historic district di Tombstone rappresenta tutto questo in pieno. Passeggiando sotto i porticati in legno ci si chiede se le persone che s’incontrano siano tutti figuranti che completano il quadro o se siano invece persone che si sono vestite a tema per puro piacere personale.

Alcune gentildonne indossano abiti lunghi con rifiniture in pizzo, i gentiluomini portano l’immancabile corpetto ricamato, mentre alcuni cow-boy attraversano la strada (parzialmente pavimentata per mantenere l’effetto polvere) con la classica andatura ondeggiante sotto i loro stetson, i tipici cappelli. Il motto di Tombstone è the town too tought to die(il paese troppo duro per morire). Infatti, dopo secoli di storia, si apre ancora davanti ai nostri occhi e a quelli di tutti i visitatori che l’apprezzano per la sua storia, cultura ed architettura.

Qui sono orgogliosi di ricordare che questa è la più autentica città western rimasta negli Stati Uniti, lungo le cui strade leggende come Virgil Earp, i suoi fratelli e Doc Holliday 130 anni fa hanno fatto la storia, protagonisti di un evento famoso: la sparatoria avvenuta il 26 ottobre 1881 che li ha visti confrontarsi con banditi del calibro di Ike Clanton e dei fratelli Mc Laury.

Questo episodio cittadino viene ricordato come gunfight at the O.K. Corral avvenuto lungo la Fremont street dove a quell’epoca, nei pressi dell’entrata posteriore dell’O.K.Corral, si trovava il ricovero dei cavalli. L’edificio esiste tuttora e l’entrata si trova lungo la strada principale denominata Allen street. Questa zona dell’historic district ora è il cuore turistico e commerciale di Tombstone dove si possono trovare anche altri edifici degni di nota come il municipio, il tribunale con le forche per le impiccagioni e vari saloon.

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